• 25FEB
    POSTURE SCORRETTE E I PICCOLI SEGNALI DEL NOSTRO CORPO

    POSTURE SCORRETTE E I PICCOLI SEGNALI DEL NOSTRO CORPO

    Pensate ad un sassolino, il più piccolo che avete mai visto, dentro alla vostra scarpa. State camminando in una strada trafficata e non avete la possibilità di toglierlo. Farete di tutto pur di non sentirlo, metterete il piede in una certa posizione, appoggerete più peso sull’altra gamba, e così via.
    Ora pensate, se al posto del sassolino fossimo in presenza di una distorsione alla caviglia; per quanto possiate essere consapevoli dei rischi di una postura scorretta, involontariamente il vostro copro cercherà di non caricare troppo su quella caviglia, assumendo posizioni innaturali che inevitabilmente disturberanno la normale funzione di altre zone, anche lontane dal punto d’insorgenza.
    Allo stesso modo, anche un’attività lavorativa in cui si assumono particolari posture protratte nel tempo può portare a gravi squilibri, aumentando il rischio di patologie articolari.
    Questi esempi dimostrano come il nostro sistema posturale si adatti agli stimoli esterni ed interni per poter continuare a raggiungere sempre i suoi due principali obiettivi: ECONOMIA (portare a termine l’azione con il minimo impiego di energia) e COMODITA’ (evitamento di qualsiasi condizione di sofferenza).
    Un meccanismo come quello descritto lo ritroviamo nella compressione delle radici nervose; quando questa viene disturbata da un trauma, invierà delle informazioni scorrette agli organi e ai muscoli a cui è collegata. Di conseguenza si potranno avere delle alterazioni posturali che possono portare a disturbi alle articolazioni, muscoli o visceri. Altrettanto vera è anche la situazione inversa, dove un viscere, ad esempio uno stomaco in disfunzione, può influire in maniera negativa nella postura.
    Ad esempio, una ptosi di stomaco, quindi una caduta verso il basso di quest’ultimo, crea una tensione legamentosa e fasciale che può andare a disturbare strutture che stanno al di sopra di esso, come il diaframma, la pleura, fino ad arrivare alla spalla sinistra; oppure condizionare le parti al di sotto di esso come l’intestino; e, ancora, tale disagio può avere ripercussioni anche sulla colonna vertebrale.
    Fate dunque molto attenzione ai piccoli segnali che il vostro corpo vi comunica, non sottovalutateli!
    Fermatevi ad ascoltarli, sicuramente il vostro corpo vi dirà se c’è un problema e nell’eventualità, affidatevi ad un esperto che vi saprà indirizzare verso l’attività giusta per voi, come ad esempio il PANCAFIT, adatto a riequilibrare i compensi e a ristabilire un equilibrio posturale, togliendo quei fastidiosi “sassolini” che si sono accumulati nel tempo.

    Alessio Caruzzo
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