L’allenamento dell’impiegato in palestra

Che l’esercizio fisico sia benefico per la salute, in particolar modo per le persone che svolgono un lavoro sedentario, è un fatto noto a tutti. Non tutti però pongono la giusta attenzione sull’adeguatezza del programma d’allenamento che si sceglie, rispetto alle caratteristiche del proprio fisico e del proprio stile di vita.

Ogni attività fisica, per essere eseguita in modo efficace e corretto, deve tener conto delle mansioni e delle posture giornaliere di una persona.
Analizzando il lavoro d’ufficio, che solitamente prevede molte ore di seduta davanti alla scrivania e ad un pc, le posizioni che si adottano durante questo periodo comportano un forte squilibrio delle catene muscolari con conseguente alterazione della funzione fisiologica dei muscoli stabilizzatori, e sbilanciamento delle forze di trazione sulle articolazioni.

Nello specifico, la postura d’ufficio comporta:

– Accorciamento della catena muscolare anteriore
(Sterno-cleido-mastoideo, muscolo lungo del collo, scaleni, pettorali, bicipiti, pilastri del diaframma, fascia addominale, ileo-psoas,fascia iliaca, adduttori e tibiale anteriore)

– Lassità della catena muscolare posteriore
(trapezio, gran dorsale, romboidei, elevatore della scapola, dentati, erettore della colonna, trasverso spinoso, interspinosi e intertrasversi, semimembranoso, semitendinoso, gracile, bicipite femorale, adduttori, plantare, popliteo, gastrocnemio, soleo, tibiale posteriore, flessori lunghi delle dita e plantari del piede)

Tali conseguenze portano inevitabilmente alla cifotizzazione delle curve fisiologiche del rachide (invertendo quindi le naturali lordosi lombare e cervicali), l’anteposizione delle spalle e la retroversione del bacino.

Dato questo quadro, quali possono essere i benefici, per esempio, di un crunch, dopo che una persona ha passato già parecchie ore in questa posizione? A dir la verità molto pochi, se non controproducenti. Anche le spinte per il petto, tanto amate per scopi estetici, conducono a chiusura e anteposizione, ulteriore, delle spalle; la flessione del capo in avanti inoltre porta a un accorciamento dei muscoli ioidei, e lassità dei trapezi.

La strada corretta, e che consigliamo vivamente, è quella di privilegiare esercizi posturali che ripristinino le naturali lordosi (lombare e cervicale), e la presa di coscienza di queste, in modo tale da potersi costantemente autocorreggere durante la giornata. In generale l’utilità dell’esercizio fisico si traduce nella scelta di esercizi (rinforzo, mobilità e allungamento) che riportino progressivamente l’organismo a un fisiologico equilibrio, senza aver troppa fretta nel voler ottenere risultati estetici immediati.
Infine, affidatevi sempre a tecnici professionisti, che dopo aver effettuato un necessario fit-check iniziale, sappiano pianificare il giusto programma d’allenamento.

Samantha Zulian
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